Google Duplex: l’intelligenza artificiale che effettuerà telefonate al nostro posto

Google Duplex: l’intelligenza artificiale che effettuerà telefonate al nostro posto

Sembrerà di parlare con una persona vera, ma dall’altra parte della cornetta ci sarà l’assistente vocale di Google. E questo ha aperto le necessarie discussioni sull’etica di questa tecnologia.

Ci siamo già abituati a conversare con i nostri dispositivi elettronici tramite assistenti vocali come Siri, Cortana e Alexa. Ma da Google Assistant presto arriverà uno strumento ancora più evoluto per interagire con le altre persone. Si tratta di Duplex, un’intelligenza artificiale in grado di chiamare e svolgere piccoli compiti al posto nostro, come ad esempio prendere appuntamento dal parrucchiere.

Questa AI è in grado di sostenere una conversazione al pari di una persona vera, con l’utilizzo di alcune tecniche che rendono la voce molto realistica.

Per il momento si tratta ancora di una tecnologia sperimentale, che difficilmente vedrà la luce prima di fine 2018. Verosimilmente, come avvenuto per la prima release di Google Assistant, nelle prime fasi sarà disponibile solo in lingua inglese, e solo nei mesi successivi verranno aggiunte altre lingue come l’italiano.

Nonostante ciò i primi test sono molto promettenti. Nella demo mostrata al Google I/O 2018, Duplex (D)  ha sostenuto una conversazione con un operatore umano, che si trovava in una sala in un negozio di parrucchiere (P)

(P) “Ciao, come posso esserti utile?”, chiede la voce registrata del commesso del parrucchiere; (D) “Ciao, chiamo per prenotare un taglio di capelli per una cliente”, risponde Duplex, “sto pensando a martedì 3 maggio”; (P) “Perfetto, dammi un secondo”; (D) “Mm-hmm”; (P) “Perfetto, per quale orario pensavi?”, (D) “Alle 12 p.m.”

Video integrale: https://youtu.be/2nemuk1teFY

Ciò che ha più colpito è il fatto che Duplex, per sembrare il più naturale possibile ha introdotto delle disfluenze di linguaggio. Ci riferiamo a tutti quei brevi suoni che produciamo durante un normale discorso ( “umh”, “ehh”, etc). Oltre a far sembrare l’assistente il più naturale possibile, queste disfluenze permettono a Duplex di prendere tempo mentre il sistema sta elaborando la richiesta. Questo aspetto è davvero affascinante, perché anche noi umani utilizziamo inconsciamente le disfluenze per prendere tempo mentre organizziamo mentalmente il discorso.

Alla base del funzionamento di questa strabiliante tecnologia vi è una recurrent neural network (RNN), una particolare tipologia di rete neurale ideata proprio per imparare a portare avanti conversazioni di questo tipo. Questa intelligenza artificiale è stata realizzata utilizzando TensorFlow, il framework open source di Google per il machine learning.. La particolarità del machine learning è che il software “impara” da solo cosa fare e come comportarsi, almeno in buona parte. Per questo motivo, per addestrare Duplex, Google ha utilizzato un corpus di conversazioni telefoniche, ossia una grandissima quantità di conversazioni di questo tipo registrate e anonimizzate. In linguistica computazionale, il corpus è una raccolta di testi (o di conversazioni telefoniche, in questo caso) selezionati e organizzati per finalità di studio e analisi.

Una fatto che ha scatenato diverse polemiche è che durante le dimostrazioni l’assistente virtuale non si è però identificato come tale, quasi come a voler ingannare l’essere umano in linea. Questo ha generato diverse critiche nei confronti della tecnologia, ad esempio da parte di Zeynep Tufekci, un teorico dei social media che ha twittato che la demo è stata “orribile” ed ha descritto la Silicon Valley come “eticamente persa”.  La questione etica sull’umanizzazione dell’AI non è nuova, e la demo di Google ha forse portato la discussione un passo in avanti. Quali saranno i suoi sviluppi, non appena le applicazioni di questa tecnologia inizieranno a cambiare la nostra quotidianità?

Dal canto suo Google non ha fatto attendere la propria risposta. Dopo le accuse di poca trasparenza, di non essere etici e di voler ingannare i commercianti, il gigante ha confermato di voler cambiare l’approccio di Duplex, come già accennato sul  suo blog.

In una dichiarazione a The Verge l’azienda ha confermato che farà esplicitamente sapere alle persone che stanno interagendo con una macchina. “Ciao, sono l’assistente di Google, e chiamo per conto di XXX”; sarà così che si apriranno le conversazioni telefoniche di Duplex. Ma basterà questo a dirimere tutti i quesiti etici e sociologici che ruotano attorno a questa tecnologia, e più in generale a tutte le intelligenze artificiali?

CREDITS:

Smart World

Wired

Medium

div#stuning-header .dfd-stuning-header-bg-container {background-image: url(https://nexapp.it/wp-content/uploads/2017/05/sfondo-slider-2.jpg);background-color: #f98509;background-size: cover;background-position: center center;background-attachment: scroll;background-repeat: initial;}#stuning-header div.page-title-inner {min-height: 200px;}